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Appello permanente ai cittadini

    BASTA CON LE GUERRE, LA VIOLENZA E L’INGIUSTIZIA     
          Mettiamo fuori legge gli attuali predatori del mondo

Li conosciamo gli attuali predatori del mondo, quelli fra i più potenti sono di casa nostra, negli Stati Uniti, in Europa. Fra i “nuovi”, molti sono in Cina, in Russia, in Brasile. E dire che, dopo la sparizione dell’URSS, i più potenti avevano proposto un’era di “dividendi della pace”. Il governo e i gruppi dominanti degli Stati Uniti sono sempre in guerra e, con l’immancabile complicità o la passività degli alleati europei, negli ultimi venti anni hanno distrutto l’Iraq, scombussolato l’Afghanistan, devastato la Siria, distrutto la Libia, fragilizzato l’Iran, polverizzato la Palestina, alimentato il terrorismo mondiale, acceso una guerra fratricida in Ucraina e nella regione del Donbass, per non parlare delle guerre “neo-coloniali” in Africa ed in America latina per l’appropriazione e il controllo delle risorse naturali, minerarie, petrolifere ed idriche.

Basta con la guerra, è tempo per le classi dirigenti predatrici di essere messe fuori legge, specie quelle degli Stati Uniti che da anni, sole al mondo, rifiutano sistematicamente di firmare dei trattati internazionali perché li considerano limitativi della loro sovrantià e supremazia mondiale. La potenza “imperiale”, anche americana, o domani cinese o dei BRIC, non è compatible con la pace e la giustiza mondiali. Solo i cinici possono accettare come inevitabile la supremazia della potenza imperiale.

I nostri predatori non sono più soli, ma restano i più potenti e determinanti come dimostrato dal fatto che da quarant’anni hanno altresì imposto al mondo una ‘libera” economia (cioè la loro), devastratrice della natura e degli esseri umani, iniqua, ingiusta, fondata sull’accaparramento e l’arricchimento dei più forti. Un’economia che ha asservito tutto al profitto, alle “leggi” dei mercati, alla “logica” della finanza speculativa, e che sta distruggento la dignità umana, macerando le “risorse umane” e dilapidando le “risorse naturali”, rubando il futuro ai giovani e a miliardi d’impoveriti. In breve, un’economia che esclude, genera la violenza, che uccide, per opera e al servizio degli interessi dei padroni- ladroni di Wall Street, dei “banksters” della City, degli “shareholders” cari alla Commissione europea di Bruxelles, alla BCE, al FMI ed alla Banca mondaile. L’economia predatrice ha sostituito e schiavizzato la politica. Le comunità umane sono state ridotte in briciole dai mercati. La conoscenza é stata fagocitata dai “signori” dell’agro-alimentare-farmaceutico e da quelli dell’informatica e delle reti. Ancora in questi mesi, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’UE il mondo è sottomesso ad un attacco massiccio mirante a ridurlo ad “una grande FTA globale” (FTA per “Free Trade Area”), la “Grande Place” des “seigneurs” d’azujourd’hui. Se dovessero riuscire, quel poco di “sovraniià dei popoli” e “democrazia” che ancora esiste in certe regoni del mondo, verrebbe definitivamente spazzata via.

In quanto Europei è peraltro vergognoso che il nostro Mediterraneo sia diventato “il mare della morte” per migliaia di esseri umani la cui unica colpa è di cercare di trovare in Europa un futuro degno ed umano. I dominanti non hanno nessuna scusa per la loro incapacità di voler trovare una soluzione.

Basta con la distruzione della “res publica” e la devastazione della Natura (la “Madre Terra”) e dei beni comuni pubblici. Via i predatori della vita. Non vogliamo più le loro scelte che favoriscono i forti e glj interessi dei potenti, e le loro politiche sbagliate.

I predatori non fanno niente per eliminare i fattori strutturali all’origine dei processi d’impoverimento di miliardi di persone. Sono altresi degli impostori tramite la loro Banca mondiale che con la complicità dell’ONU promette di mettere fine alla povertà entro il 2030 e, a tal fine, continua a manipolare i numeri ed i concetti sulla povertà passando sotto silenzio il vero furto della vita rappresentato dalla crescita delle inuguaglianze tra gli esseri umani. Nel 2013 la ricchezza di 89 persone era superiore a quella delle metà della popolazione più povera del mondo (circa 1,3 miliardi di persone). Il potere di decisione e di controllo sull’economia mondiale è nelle mani di alcune centinaia di migliaia di oligarchi privati e pubblici. Più di 800 milioni di affamati non hanno alcun potere di influenza sulla fissazione del prezzo del grano, potere invece spettante agli operatori dei mercati finanziari sui prodotti cerealicoli! Uno scandalo umano intollerabile.

L’impoverimento non é essenzialmente un problema di mancanza o di basso potere di acquisto per miliardi di persone, ma l’accentuazione delle esclusioni e delle inuguaglianze umane e sociali tra glii abitanti della Terra. E’ l’ingiustiza fatta sistema. In effetti, i predatori considerano l’ inuguaglianza un fatto naturale, quindi inevitabile.

Basta con l’inuguaglianza umana e sociale. L’impoveritmento è il risultato di società ingiuste. E’ un costruito sociale. I fattori strutturali dell’impoveirmento devono essere messi fuori legge, cosi come occorre togliere ai predatori la possibilità di agire e continuare a distruggere le comunità umane e la vita sul pianeta Terra.

Il governo del mondo da parte dei predatori, eufemisticamente chiamati “gli azionisti” (shareholders) e “i portatori d’interesse” (“stakeholders”) (un concetto molto caro ai gruppi dominanti), è un universo di violenza, anch’essa chiamata dolcemente “competitività”. I predatori sono incapaci di parlare ed agire secondo giustizia, di parlare di amore, fraternità, condivisione, rispetto dei diritti alla vita degli altri. Sanno solo gridare che il futuro appartiene ai più forti, ‘vinca il migliore”. La competitivtà è tornata ad essere la giustificazione legittimante di ogni comportamento economico antiumano e antisociale ed illegale da parte delle imprese, dei grandi gruppi multinazionali e dei responsabili pubblici: corruzione, pratiche commerciali ed industriali illecite, eliminazione della fiscalità progressiva e redistributiva, evasione fiscale, intensa speculalazione e bolle finanziaria, distruzione dell’occupazione, mercificazione e privatizzazione dei beni e servizi essenziali per la vita, falciatura dei diritti universali. In nome della competitivtà si stanno sacrificando centinaia di milioni di giovani ed altrettante centinaia di milioni di “vecchi economici” (oltre i 55 anni, considerati risorse umane obsolete, “non reciclabili”), ed il divernire del pianeta.

Basta con la violenza dell’attuale societa guidata, dal locale al mondiale, da un’economia competitiva, guerriera. Vogliamo essere coostruttori di un divenire giusto, democratico e solidale per tutti. Vogliamo vivere bene insieme.

Il mondo umano va verso l’apartheid mondiale e il disastro ecologico. Non possiamo non reagire. Non possiamo restare in silenzio. Questa è la ragione principale del presente appello. Un appello che resta, aperto, permanente per almeno quattro anni fino al 10 dicembre 2018, 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), tempo necessario affinché tutti coloro che avranno firmato l’appello riescano ad ottenere una dichiarazione dell’Assemblea Generale dell’ONU con la quale gli Stati membri s’impegnano a mettere fuori legge i fattori strutturali dell’inuguaglianza e esclusione sociale e dell’impoverimento nel mondo, aprendo la via alla alternativa ed al governo da parte dei nuovi costruttori e portatori di senso.

L’appello, lanciato dal Gruppo Promotore dell’Iniziativa Internazionale “Dichiariamo Illegale la Povertà” (DIP), conta sulla partecipazione e l’iniziativa spontanea dei cittadini che vorranno tradurlo nel maggior numero di lingue possibili, richiedendo a tutti coloro che ne condividono il contenuto di firmarlo e farlo firmare, impegnandosi a lavorare per l’organizzazione il 10 dicembre 2018 di un’Iniziativa degli Abitanti della Terra contro la guerra, l’inuguaglianza e la violenza per una umanità degna del suo nome.

PS. Le adesioni sono raccolte, depositate e costudite in ogni paese presso un organismo di interesse publico. La responsabilità del coordinamento è assicurata dal gruppo promotore internazionale.

Siamo coscienti che quest’appello non cambierà le scelte dei predatori. Ma dobbiamo proclamare che essi sono “fuori legge”, che la loro potenza è illegale perché illegittima. La coscienza morale mondiale condanna la predazione.

Primi firmatari (Italia)

Riccardo Petrella, Università del Bene Comune, professore emerito dell’Università Cattolica di Lovanio (B) Paola Libanti, Associazione Monastero del Bene Comune (Verona),

Bruno Amoroso, professore emerito dell’Università di Roskilde (DK)

Silvano Nicoletto

Achille e Enzo Rossi, Altrapagina (Città di Castello)

Vittorio Capecchi, Università di Bologna

Alex Zanotelli,

Alessndro Mazzer

Michele Loporcaro

Loretta Manomarco

Antonio Vermigli,

Guido Barbera

Nicola Perrone,

Roberto Musacchio,

Patrizia Sentinelli

Elisasbetta Angelucci

Mario Meo

Gildo Pittoni

Roberto Zanotto

Giovanni Ceriani,

Elide Ceccarelli

Sergio Caserta,

Loredana Barbarossa

Pasquale Bonasora,

Luca Cecchi,

Valter Bonan,

Eros Cruccolini,

PierLuca Ghibelli,

Enrico Gonzales

Margherita Cervio

Da continuae con i nomi del gruppo promotere e dei gruppi locali (per il momento

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